Trading online tasse

Quando si parla investimento finanziario fatto sul web spesso si trascurano alcuni dettagli importanti. Uno di questi è quello delle tasse trading online. 

Iniziando a speculare sui mercati l’unico pensiero è quasi sempre quello di ottenere dei profitti rapidamente ma non si pensa a quando e come si devono pagare le tasse allo stato. 

Pagare le tasse non è mai bello, ma nel trading sono indicativi del fatto che stai facendo dei profitti. 

Se sei un trader alle prime armi probabilmente non saprai come devi fare per pagare le tasse sui tuoi guadagni ed evitare delle possibili multe. 

Con questa guida vogliamo aiutarti a colmare questa lacuna e spiegarti nel dettaglio come procedere per pagare le tasse sui tuoi eventuali profitti. 

Trading online: tasse “speciali”

Innanzitutto, dobbiamo informare che tutte le attività che generano reddito sono soggette ad una tassazione. Anche il trading online, quindi, non è escluso. 

Ovviamente, non devi essere troppo preoccupato perché ti aiuteremo a comprendere come funziona la tassazione sul trading online così che sarai in grado di evitare l’evasione delle tasse. 

Le tasse in questo settore si presentano diversamente rispetto a quelle di altre attività remunerative. Infatti sono soggette ad un regime più conveniente per alcuni motivi:

  • La pressione fiscale sul trading online è bassa e non ti ritroverai a pagare tasse elevate come quelle a cui sono soggette altre attività. 
  • Facendo trading non devi pagare commissioni che hanno scadenze prestabilite.
  • Le tasse nel trading online devono essere pagate soltanto se generi profitti, altrimenti non devi pagare nulla. 
  • Rispetto ad altre attività in questo settore sei escluso dal versare i contributi INPS o aprire una partita IVA. 

Con questi punti che abbiamo elencato puoi intuire che investire online porta a far parte di una classe di “privilegiati” che non pagano le stesse tasse delle altre persone.

Come calcolare le tasse nel trading? 

Solamente quando genererai del reddito legato al trading verrai tassato su di esso. Ad esempio, se in un anno hai fatto un versamento da 200 euro e riesci a portare la cifra a 1000 euro hai fatto una plusvalenza di 800 euro. 

Proprio su questa cifra ti verrà calcolato l’importo da pagare per le imposte. Devi sapere che tutte le plusvalenze generate sono tassate ad un’aliquota del 26% a titolo d’imposta sostitutiva. 

Pagando il 26% sulle tue plusvalenze, il tuo reddito derivante dalle attività di trading non si cumulerà agli altri redditi ai fini del calcolo dell’IRPEF. 

Cosa viene conteggiato per il calcolo tasse?

Quali sono le operazioni di trading che saranno conteggiate per il calcolo delle tasse da pagare?

Quando farai la tua dichiarazione dei redditi annuale devi farci rientrare soltanto le operazioni che sono state chiuse nell’arco dell’anno. Per fare un esempio pratico, se apri una posizione l’8 gennaio e in seguito la chiudi l’8 aprile per prenderne i profitti accumulati in quei mesi, devi conteggiare l’operazione.

Se decidi di aprire una posizione il 20 dicembre e la chiudi il 5 gennaio dell’anno successivo questa operazione non deve essere messa in conto nella dichiarazione dei redditi dell’anno precedente, ma per il successivo. 

Trading online tasse: minusvalenze

Quando fai la tua dichiarazione dei redditi, se fai trading online devi sempre menzionare le tue plusvalenze come anche le tue minusvalenze. Ciò è molto importante. 

Il perché deriva dal fatto che quando viene dichiarata una minusvalenza nell’anno precedente, ossia il bilancio totale delle operazioni è in negativo, questa può essere sottratta dalle eventuali plusvalenze realizzate successivamente. In questo modo vai ad abbattere l’imponibile in tasse. 

Se per esempio nel 2019 hai chiuso l’anno in perdita di 100 euro, nel 2020 hai chiuso con un reddito di 200 euro. Quando dovrai pagare le tasse sui 200 euro dovrai sottrarre i 100 euro di minusvalenza dell’anno precedente. 

Si tratta, quindi, di un espediente a cui devi prestare attenzione perché può essere in grado di farti risparmiare molti soldi, soprattutto quando le tue operazioni non sono andate bene l’anno prima. 

Puoi diminuire il tuo totale da pagare con le minusvalenze fatte in anni precedenti fino ad un massimo di 4 anni 

Come ti abbiamo detto nel corso della guida, l’aliquota del momento sta al 26%. Questo è un altro aspetto vantaggioso per chi fa trading online. Per esempio, su un guadagno da 100 euro dovrai pagare solo 26% di tasse meno le minusvalenze degli anni precedenti. 

Nel corso degli anni lo stato ha aumentato man mano l’aliquota, mentre un tempo stava soltanto a 12,5%

Come pagare le tasse nel trading online

Per poter pagare le tasse sul trading online, devi affidarti ad un buon broker online che abbia tutte le certificazioni sulla sicurezza e ti dia la possibilità di fare trading in regime amministrativo. 

Il trading sotto questo regime vuol dire che è il broker stesso a preoccuparsi della tua situazione fiscale al fine delle tasse. 

Sta svolgendo il lavoro di “sostituto d’imposta”. Si tratta di una figura autorizzata a versare direttamente i soldi nelle casse dello stato scaricando di ogni responsabilità il proprio cliente. 

Un altro caso è se si sceglie il classico regime dichiarato, in cui il broker scelto non si assume il ruolo di sostituto d’imposta e il dovere di pagare le tasse è una responsabilità diretta. 

In Italia è da ricordare che tutti i migliori broker decidono sempre di non agire da sostituti d’imposta. In questo modo i grandi intermediari online non fanno le dichiarazioni al tuo posto, ma non significa che non ti aiutino in qualche modo. 

Alcuni ti forniscono dei report annuali che puoi prendere sott’occhio e analizzare. 

Trading online tasse: conclusioni

In questa guida abbiamo cercato di farti vedere come il tema delle tasse nel trading online sia importante e devi tenerlo costantemente sotto d’occhio. 

Il miglior modo per essere sempre aggiornato nella tua situazione tasse è quella di fare trading in regime amministrativo o che il tuo broker ti fornisca dei resoconti delle tue attività che siano completi. 

In entrambi i casi la scelta del broker online con cui fare trading è fondamentale. Ricorda di scegliere solamente le piattaforme riconosciute dagli enti di controllo finanziario europee. 

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