Azioni Eni in area 10 euro

Eni, con una capitalizzazione nell’ordine dei 35 miliardi di euro, è il quinto titolo azionario del FTSE Mib per market cap. La classifica è guidata da Enel, seguita da Stellantis, Banca Intesa e Ferrari. Esaminiamo lo scenario macroeconomico e tecnico relativo al titolo azionario Eni, colosso italiano nel settore petrolifero ed energetico.

Scenario macroeconomico e fondamentale per le azioni Eni

L’azione Eni ha perso fortemente terreno nella primavera del 2020, in seguito al collasso del prezzo del petrolio, arrivando ai minimi da oltre 20 anni. Le quotazioni del WTI, acronimo di West Texas Intermediate e punto di riferimento per il petrolio texano sono crollate in territorio negativo sul finire dell’aprile 2020 durante la crisi derivante dalla pandemia del Covid-19. Successivamente abbiamo assistito ad una progressiva ripresa dei prezzi sia per il WTI che per il Brent.

Le azioni di Eni hanno nettamente risentito di questi movimenti del petrolio. Infatti, hanno dapprima perso terreno, recuperando invece nei mesi seguenti, quando il prezzo del greggio ha ripreso vigore. Va tuttavia segnalato che le quotazioni di Eni si trovano ancora su valori inferiori a quelli precedenti la crisi del 30%. Questo anche se il prezzo del petrolio è invece risalito in area 70 dollari al barile, su valori nettamente più alti rispetti a quelli di inizio 2020.

Analisi tecnica Eni

Procediamo con l’analisi tecnica, esaminando più nel dettaglio alcuni valori chiave per il titolo Eni.

Come visto, nel 2020 le quotazioni sono crollate fino a dei minimi in area 5,75 euro. Ne è seguita una progressiva risalita dei prezzi. Il titolo si è scontrato con una prima resistenza in area 8/8,20 euro, per poi proseguire la sua corsa arrivando oltre quota 9. Anche il 2021 è risultato positivo per Eni, con un ritorno delle quotazioni sopra quota 10 euro. Da aprile 2021 in poi, però, la spinta rialzista di Eni si è progressivamente spenta, con il titolo inserito in un contesto laterale identificabile fra i 10,10 ed i 10,60 euro per azione. Va anche ricordato come il 23 maggio 2021 Eni abbia staccato 0,24 centesimi di dividendo (relativi all’esercizio precedente).

Nelle ultime settimane, complice anche il timore dell’avvicinarsi del tapering da parte della Federal Reserve, i mercati azionari hanno leggermente stornato. Le azioni di Eni sono nuovamente scese sotto quota 10 euro, anche se la loro discesa non le ha portate a testare il supporto collocato in area 9,10 euro, in quanto si è fermata sui 9,30-9,40 euro. Il recupero visto sul finire di luglio ha nuovamente portato Eni in area 10 euro per azione, con un nuovo miglioramento del quadro tecnico.

Per ulteriori spunti rialzisti sarebbe necessario un superamento – con volumi – dei massimi della primavera posizionati sui 10,60 -10,70 euro, viceversa le azioni di Eni potrebbero proseguire nell’attuale fase di lateralità. Chiaramente strappi rialzisti o ribassisti del petrolio potrebbero influire sull’andamento del titolo.

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