Analisi mercati azionari

Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un leggero rallentamento della pressione rialzista sui mercati azionari. Il trend di fondo appare ancora positivo, ma gli elementi di incertezza sono sensibilmente cresciuti. Procedendo per ordine, troviamo da un lato il caso Evergrande, il colosso cinese del settore immobiliare che pare sempre più vicino al fallimento. Il suo titolo azionario ha perso l’85% nell’ultimo anno, mentre l’azienda ha mancato il pagamento di alcune cedole obbligazionarie. Chiaramente gli operatori di borsa seguono il tutto con una certa apprensione, anche per il possibile effetto domino che potrebbe esservi. Infatti, l’azienda ha un’esposizione creditizia complessiva superiore a 300 miliardi di dollari.

Un secondo elemento di incertezza è legato alle politiche monetarie della Federal Reserve. Appare infatti come ormai imminente l’annuncio del tapering, ossia della procedura di drenaggio della liquidità in circolazione. Dopo un anno e mezzo di politiche monetarie ultra espansive per fronteggiare il Covid cambia dunque la direzione. Si procederà dapprima con una riduzione della liquidità (appunto il cosiddetto tapering), mentre nel 2022 dovrebbe arrivare un primo rialzo dei tassi di interesse. I banchieri del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, hanno previsto altri due ritocchi al costo del denaro per l’anno successivo. I tassi di riferimento dovrebbero quindi arrivare all’1% nel 2023. Nulla di eclatante, ma si tratta comunque di un cambio di rotta rispetto a quanto visto negli ultimi 18 mesi. Queste politiche monetarie da parte della Federal Reserve potrebbero chiaramente avere un effetto anche sui mercati azionari, frenando la corsa rialzista delle borse. I lunghi rialzi degli ultimi mesi, infatti, erano stati alimentati anche dall’ingente quantità di liquidità in circolazione.

Analisi indice azionario S&P 500

L’indice S&P 500, il paniere che raggruppa le prime 500 aziende americane, naviga in area 4.400 punti. Dai massimi di inizio settembre in area 4.550 punti è sceso fino a 4.300 punti, per poi risalire in questi ultimi giorni. Il trend di fondo appare ancora chiaramente positivo, con l’indice reduce da un rialzo del 100% dai minimi toccati durante il Covid.19.

Gli operatori, però, dopo tanta euforia, stanno mostrando qualche segnale di cautela.

Operativamente un nuovo ritorno dei prezzi sopra i 4.470 punti rappresenterebbe un segnale positivo, con spazio per nuovi allunghi verso i massimi storici.

Per contro una discesa sotto i minimi di periodo toccati ad inizio ottobre fra i 4.275 ed i 4.280 punti aprirebbe spazio per altre discese.

Analisi indice azionario FTSE Mib

Il FTSE Mib ha sin qui mostrato segnali di forza, recuperando oltre 10.000 punti dai minimi toccati nel marzo 2020. Le quotazioni hanno superato durante l’estate la storica resistenza dei 25.000 punti, trovando spazio per arrivare sino a dei massimi in area 26.600. Anche qui, come sull’indice azionario S&P 500, è seguita una correzione, con due nuovi test a metà settembre e ad inizio ottobre in area 24.700 – 25.000 punti. Nelle ultime sedute, grazie soprattutto al recupero dei petroliferi (capitanati da Eni) e ad un tentativo di rimbalzo di Enel, l’indice è risalito in area 25.600 punti.

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